I vini

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Dalle radici all’anima

Dalle radici all’anima

L’Arneis è un vitigno in passato forse un po’ penalizzato, non per la sua qualità, ma per il modo in cui è stato interpretato. Era considerato un vino semplice, da consumo veloce, senza caratteristiche ambiziose. Tuttavia negli ultimi 20 anni,

grazie ad una nuova sensibilità, individuando la giusta maturità dei grappoli in vigna e lavorando con più attenzione ed ambizione in cantina, è indubbiamente aumentata la qualità del vino, permettendogli di competere con i migliori bianchi italiani. Abbiamo sottoposto l’Arneis a due sperimentazioni, per dimostrare le sue potenzialità qualitative: dal 2009 abbiamo iniziato a produrlo con il 20-30% di macerazione con buccia e dal 2008 ad utilizzare il tappo a vite. Entrambe le sperimentazioni ci hanno chiaramente dimostrato un’evoluzione incredibile, che non avevamo mai visto prima, e questo conferma che l’Arneis è un vino tutt’altro che semplice.

Luca

Il Brachetto biricchino. Ricordo quando da piccina, di nascosto da mamma e papà, mi arrampicavo sulle sedie della sala degustazione dopo le visite per raggiungere quei bicchieri enormi macchiati di rosso che sprigionavano odori nuovi

per il mio piccolo nasino, ma così affascinanti. Incontrai nell’aria un delicato profumo di rosa, mi feci catturare dalla sua dolcezza e fu così che afferrai per la prima volta un bicchiere di Anthos.  Un vino illusorio dal naso floreale e dolce contrastato da una bocca secca, ma coerente nella sua freschezza. Un vino che ci insegna l’illusione del pregiudizio, senza deludere le aspettative e capace di sorprendere ad ogni sorso. Intrigante e divertente da godere incontrando le spezie della cucina asiatica, un pesce appena pescato dal mare o un aperitivo in una calda sera d’estate.

Brigitta

Se chiudo gli occhi vengo catapultata intorno ad un falò a cantare canzoni tradizionali, in spensieratezza ed allegria e una bottiglia di vino rosso passata di mano in mano: era la prima volta che la Barbera faceva gioire i nostri cuori.

La Barbera è quel vino che ha la capacità di creare legami speciali tra le persone; con il suo colore rubino brillante, con le sue note di frutta rossa, con il suo essere giovane e fresco muove negli animi la voglia di stare insieme e condividere.

Da abbinare ad un gruppo di amici ed una chitarra.

Brigitta

Bere un sorso di questo vino significa venir catapultati improvvisamente tra le colline sabbiose del Roero, dove il sole incontra i filari di Nebbiolo e i boschi silenziosi. Roero è un vino propedeutico, classico e tipico,

un vino vinificato con dedizione che mostra il suo carattere nobile e vero. Il naso ci regala profumi di viole e fiori primaverili, come quando da bambini si correva a perdifiato per i campi fioriti. In bocca sprigiona appieno la danza che si crea tra il carattere deciso del Nebbiolo e l’eleganza leggiadra che solo i territori roerini sanno donare, con un palato intenso e piacevole, una struttura fine e distinta con tannini avvolgenti, per chiudere in un finale lungo e ricco d’emozione.

Valentina

Un vino nato da un’idea, l’ennesima intuizione di un umile ed intraprendente contadino sicuro del territorio in cui viveva. Un bianco all’apparenza timido e timoroso del confronto con “giganti” francesi o altoatesini,

ma che all’assaggio scopre un nervo invidiabile,  una grinta ed una freschezza innovativi… vino che così tanto rispecchia la personalità del suo ideatore. Vino illuminante e ricco di ricordi.

Giovanni

La prima volta che l'ho bevuto ho capito che era un vino magico, vivo: quello che avevo nel bicchiere non era solo succo d'uva fermentato ma un estratto di passione, fatica, sensibilità, paure ed entusiasmi... emozioni.

Marun è il vino che ha dato una svolta alla mia vita: se non l’avessi mai assaggiato non sarei diventato così tanto ammiratore di Matteo e forse lui non mi avrebbe mai chiamato qui.
Non è un vino per un momento speciale ma è il vino che rende speciale un momento.

Luca

La Terra, l’età del vigneto e tutte le condizioni microclimatiche donano un’eleganza assoluta al vino che meglio rappresenta lo stile roerino. Un Nebbiolo “sabbioso", “setoso” e minerale dove la freschezza è ben integrata ed in armonia

con un nervo che terrà il vino vivo per moltissimi anni.
Il Roero La Val dei Preti prende per mano l’appassionato e lo accompagna in un viaggio ricco di sorprese: all’inizio un po’ scontroso, quel tannino che disturba i palati non abituati alla varietà che rappresenta il “re del Piemonte”, ma dopo alcuni assaggi, si inizia a comprendere e capire che quella scontrosità cela degli aspetti interessanti, avvolgenti ed all’improvviso quella curiosità si trasforma in amore folle. Lasciatevi andare e non abbiate paura di innamorarvi.

Giovanni

è un vino che mi ricorda la capacità di sognare, di andare oltre l’apparenza, di cogliere ciò che non è ancora, ma potrebbe diventare. La prima volta che ho visto la vigna non era più riconoscibile, abbandonata, incolta, dimenticata da anni,

da decenni, ma attraverso gli occhi di Matteo l’ho vista: bella, rigogliosa, produttiva, con quei grappoli di Nebbiolo baciati dal sole.
Una vigna, che è stata prima di tutto un sogno nella mente di un uomo, ardentemente desiderata, voluta, oggi rallegra il cuore degli amanti del vino e io mi sento onorata di averla vista per prima, quando ancora erano necessari gli occhi dell’immaginazione.
Un vino che io adoro con i formaggi stagionati e, a chiusura del pasto, dopo il dolce. Con quell’ultimo sorso che dal palato scende fino al cuore, accompagnandomi in sogni nostalgici.

Ornella

Un vino che amo definire “lo straniero” perfettamente adattato alla nostra terra, in sintonia con l’artista che ha creato e dipinto l’etichetta. Uruguaiano di origine, perfettamente inserito nella cultura piemontese,

Coco Cano, autore di tutte le nostre etichette, con questo vino ha espresso un variante della sua interpretazione delle colline del Roero.
Lo abbiamo chiamato Le Marne Grigie per ricordare il suolo dove Matteo aveva piantato questo mix di varietà francesi.
Nato per scoprire il Roero da una nuova angolazione, con cui giocare, cogliere la versatilità e la sfida delle nostre sabbie, interpretarne l’espressione “piemontese”.
Lo si può apprezzare con le carni rosse, la selvaggina o semplicemente da solo, in una meditativa consapevolezza di quanto ha da dire e da dare il nostro Roero.

Ornella

Indubbiamente uno di quei vini da stappare quando si ha voglia di dolcezza, di calore e rilassatezza, di un sorriso sincero. Di un rosso rubino brillante, ricco di luce, l’Anthos passito ha in sé tutta la magia dell’uva Brachetto,

con al naso aromi di uva, ciliegia, fragola e lamponi, aromi puliti, gradevoli e raffinati sapientemente sostenuti dall’alcol che avvolge e conquista con la sua morbidezza al palato, come solo un passito può fare. Conquista l’attacco fresco e dolce, che ci accompagna fino al finale persistente pieno di delizia.

Valentina

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