Cantina

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Sono i dettagli che fanno la differenza
tra un vino buono e un vino memorabile

Sono i dettagli che fanno la differenza
tra un vino buono e un vino memorabile

La nostra filosofia in cantina

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L’obiettivo principale è mantenere la qualità ottenuta in vigna, rispettando ed esaltando le naturali caratteristiche dei suoli roerini, ricchi in sabbia e sali minerali: estrema finezza ed eleganza.

Il percorso in cantina ha seguito di pari passo la nostra crescita nel conoscere ed interpretare sempre meglio ogni singolo vigneto, giocando sui momenti di raccolta, temperature e giorni di macerazione, tipo e dimensione di legni, materiali diversi per l’affinamento e chiusure alternative.

Tra queste si colloca il tappo a vite che l’Azienda Correggia “vive” dal 2008, dopo il viaggio di nozze di Luca in Australia. In quel continente Luca degusta numerosi vini, sia australiani che neozelandesi, conservati con questa chiusura così alternativa per la nostra mentalità e subito si fa strada una certezza: il tappo a vite non è solo per vini semplici e a breve rotazione ma esattamente il contrario.

Da marzo 2009 inizia la sperimentazione applicata a tutta la nostra produzione man mano che si procede con gli imbottigliamenti, fino al 2011 con l’acquisto di un tappatore dedicato e l’uscita delle prime 5000 bottiglie ufficiali.

L’anno di svolta è il 2012 con il cambio del disciplinare della DOCG e la possibilità di utilizzare il tappo a vite anche sulla denominazione Roero.

Oggi viene utilizzato sul 50% della produzione totale.

Il tappo a vite è una valida alternativa per risolvere problemi di sentore di tappo, per avere vini più longevi che mantengono freschezza e profumi più a lungo, ma la cosa più importante è la possibilità di andare in bottiglia con dosaggi di solforosa (SO2 tot) più bassi

Di seguito una piccola tabella di comparazione dei valori previsti dalla legge:

Valori di SO2 tot espressa in mg/litro
VINO BIANCO VINO ROSSO
Convenzionale 210 180
Biologico 100 100
Azienda Matteo Correggia 65 80

 

Il tappo a vite è una chiusura che funziona se il vino ha avuto un percorso netto, senza problemi, che arriva da uve sane e ben gestite. La qualità di quello che si trova nella bottiglia dipende esclusivamente dalla cantina di produzione, non ci sono più scusanti.

Ogni vino ha la sua storia, così come ogni annata.
Tante storie che siamo lieti di raccontare personalmente direttamente in cantina a tutti coloro che vorranno venirci a trovare.

Chi fa il vino

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Luca Rostagno è il nostro winemaker storico.

Si diploma nel 1998 presso la scuola enologica di Alba e dall’estate 1998 all’estate 2000 lavora presso l’Agricola Albese come tecnico agronomico e responsabile di laboratorio analisi, Matteo essendo cliente lo vede spesso; la svolta con il Vinitaly 2000 dove Matteo incontra Luca e capisce la sua passione viscerale per il vino; in seguito gli propone di lavorare per lui in cantina e da quel momento inizia la sua avventura nell’azienda Correggia. “Con Matteo c’è sempre stato feeling” ricorda Luca “aveva fiducia in me, era la mia guida, il mio mentore… stessa linea di pensiero, stessi valori e stessi obiettivi, io ero un foglio bianco su cui lui ha scritto tutto quello che sapeva, aprendomi le porte del suo mondo. L’insegnamento più grande che mi ha trasmesso è l’idea di quanto sia importante NON LAVORARE SOLO PER L’INTERESSE DELL’AZIENDA, MA SOPRATTUTTO PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO.

Questo concetto, rivoluzionario per i tempi in cui è vissuto, ha segnato fortemente il mio modo di lavorare. Matteo aveva un talento innato sia degustativo che commerciale, era un visionario con le idee di un grande manager. Ricordo quell’estate del 2000: lavoro in cantina e in vigna, e prima vendemmia. E poi con Matteo ovunque, a degustare e conoscere luoghi e persone, sempre avidi di sapere. Finchè ci ha lasciati ed abbiamo dovuto improvvisamente camminare da soli”.

Il gruppo di Langa In, in particolare Giorgio Rivetti, con cui instaura un rapporto quasi filiale, prende Luca sotto la sua ala protettrice, coinvolgendolo in tutte le attività; vivendo a stretto contatto con i grandi del vino, Luca apprende la lezione più importante: come si lavora, bene, divertendosi!
Durante i suoi innumerevoli viaggi apprende tecniche nuove e, ad ogni ritorno, l’azienda si arricchisce iniziando diverse sperimentazioni: la vendemmia a Bordeaux, la Borgogna nel 2004, Châteauneuf-du-Pape nel 2007, l’Australia nel 2008, lo Champagne nel 2009, nuovamente Bordeaux nel 2010, la Loira nel 2014.

Luca non si sente enologo: gli piace fare il vino, sentirlo vivo e guidarlo nella crescita, partendo dalla vigna fino al bicchiere. Gli piace il contatto con il pubblico appassionato ed ama partecipare a degustazioni. Segue la meteorologia, ed ha amici del settore vinicolo in ogni parte d’Italia.

Al termine dei suoi studi enologici, il primogenito di Matteo, Giovanni, inizia a lavorare in cantina con lui: dietro la sua guida esperta, e seguendo l’esempio dei mentori, si dedicano all’arte di fare il vino… divertendosi!

Giovanni Correggia

“Nel lontano maggio 1992 nasce in casa Correggia un pargoletto di nome Giovanni, io, fiero fin da piccolo di poter continuare la tradizione di famiglia dell’alternanza di Giovanni-Matteo-Giovanni-Matteo ogni 30 anni esatti. Sono cresciuto immerso tra le vigne, uva e vino. Tanti sono i ricordi di quando affacciato alla finestra, nelle serate di tardo autunno, vedevo affascinato il trattore con il rimorchio carico di uva fare retromarcia, accostandosi all’artigianale tavolo di cernita dove ogni singolo grappolo veniva minuziosamente selezionato prima della pigiatura. Quella precisione, quella quasi forsennata ricerca e cura del dettaglio sono forse stati fattori scatenanti della mia passione nei confronti del mondo viticolo-enologico.

 

La mia infanzia trascorre affascinandomi sempre più di questo mondo; ma arrivano presto i 14 anni che comportano la scelta della scuola superiore. Nonostante l’indirizzo di mamma Ornella verso un Liceo Scientifico ( probabilmente per non farmi pressione ed evitare che io mi sentissi obbligato a lavorare in cantina dopo gli studi), io scelsi la Scuola Enologica di Alba. Sono felice della mia testardaggine. Devo ammettere che fu una della pochissime volte dove non ascoltare i consigli della mamma, ha portato i suoi frutti. Dopo i 6 anni di studi che mi hanno dato una buona preparazione teorica ho deciso di fermarmi subito in cantina per iniziare questa avventura. Il giorno successivo all’orale della maturità, alle 8 di mattina ero pronto ad iniziare la mia esperienza full-time nell’azienda di famiglia, sotto la guida esperta di Luca.

Nel 2014 decido di partire per l’Australia per 4 mesi. L’esperienza lavorativa in una cantina della Barossa Valley ha giovato a forgiare le mie conoscenze, il mio carattere e a migliorare l’inglese.

Oggi la mia giornata tipo si divide tra lavori di cantina, lavori in vigna (principalmente nel periodo estivo) e promozione dei nostri vini in giro per il mondo.”

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